Il Progetto

SETE2000Otto:

La meglio gioventù, la nuova gioventù


La meglio gioventù è il titolo della raccolta di versi in friulano pubblicata da Pasolini nel 1954.

La nuova gioventù è il titolo della raccolta di versi in friulano pubblicata da Pasolini nel 1975, l'anno della morte (una specie di testamento poetico in cui, tornando alla lingua materna, Pasolini riprende i testi della giovinezza volgendoli al negativo per la morte di ogni speranza e ideale giovanile, per la scomparsa dell'autenticità e della bellezza a causa dell'omologazione e della "borghesizzazione" universali).

La meglio gioventù è il titolo del film del 2003 di Marco Tullio Giordana, che racconta gli anni Sessanta-Settanta attraverso la storia di una famiglia e di un gruppo di amici.

La "meglio gioventù" a cui appartiene Pasolini è quella che, partecipando alla Resistenza e alle vicende politiche del secondo dopoguerra, contribuì in modo determinante alla fondazione della Repubblica e della sua Carta costituzionale(1948).

La "meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana è quella che animò la ribellione del Sessantotto, l'utopia rivoluzionaria, l'impegno politico-civile e anche le tragiche violenze degli anni Settanta.

Ma tutto questo, che c'entra con il Teatro educazione?

C'entra, perché è là, nell'animazione e nel Teatro fuori dai teatri degli anni Settanta, che il Teatro educazione ha alcune delle sue radici.

C'entra, perché ogni generazione ha la sua "meglio" e la sua "nuova" gioventù, che vivono insieme nella famiglia, nella scuola, nei luoghi di lavoro e di divertimento, e il Teatro educazione può creare occasioni in cui la prima (la "meglio") contagi (alla Artaud) la seconda (la "nuova").

C'entra, perché in tutti i luoghi della pedagogia (teatrale, civile, scolastica) c'è un rapporto intergenerazionale (tra allievi e maestri, ma nei laboratori spesso anche tra allievo e allievo e tra maestro e maestro), in cui le varie "meglio" e "nuove" gioventù si incontrano e si scontrano, si mescolano, si passano il testimone, si scambiano i ruoli, cercano.
Cercano e creano insieme un teatro di individuazione del sé e di formazione del gruppo, un teatro personale e (è)"politico", estetico(etico ed estetico insieme).


Ma perché proprio alla Sete?

Per formare un operatore di Teatro educazione che sappia integrare le componenti pedagogiche e teatrali del proprio percorso formativo e/o professionale; che sappia creare e condurre un gruppo leggendone i bisogni, integrando espressione individuale e creazione collettiva, ponendo al centro del processo l'unicità della persona in formazione e la coralità del lavoro in team; che sappia osservare e intervenire costruttivamente nelle dinamiche relazionali e creative del gruppo; che sappia fare, ma anche vedere e parlare di Teatro educazione; che sappia analizzare il proprio lavoro di conduzione e sia consapevole delle sue implicazioni etiche, estetiche e politiche.

Anno propedeutico: per chi non ha mai avuto alcuna esperienza di Teatro educazione o di teatro della scuola o di teatro sociale.
Tematiche/obiettivi: primi approcci alla conoscenza del sé, alla relazione con gli altri in ambito educativo e creativo, alla riflessione su ambiti, motivazioni, finalità, metodi del Teatro educazione.

Primo anno
: per chi ha già maturato qualche esperienza negli ambiti teatrali suddetti.
Tematiche/obiettivi: la conoscenza del sé, l'ascolto, la comunicazione espressiva, la relazione con l'altro e con il gruppo, conflitti e processi di integrazione nel lavoro di gruppo, l'educazione alla visione, riflessione pedagogica e autovalutazione sul percorso formativo.

Secondo anno
: per chi ha già frequentato il primo anno di corso.
Tematiche/obiettivi: la costruzione e la conduzione del gruppo di Teatro educazione; le dinamiche di relazione, conflitto, integrazione tra espressione individuale e creazione collettiva; organizzazione e motivazione del team di lavoro; la progettazione e produzione di percorsi di Teatro educazione; l'analisi della visione; riflessione pedagogica e autovalutazione sul percorso formativo.

Master permanente di perfezionamento
: per tutti coloro che hanno frequentato già i primi due anni di corso.
Tematiche/obiettivi: confronto ed integrazione tra i metodi del Teatro educazione e il metodo di conduzione e di lavoro di un maestro del teatro di ricerca o del teatro sociale italiano; realizzazione di una performance pubblica; riflessione pedagogica e autovalutazione sul percorso formativo.